PCB: Papa Francesco era un eretico pubblico o no? Parte 9
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Conseguenza della Fiducia supplicans: messa invalida
Lezioni dalla storia della Chiesa
San Massimo il Confessore e papa san Martino difendevano la dottrina ortodossa contro le eresie del monotelismo. L’imperatore Costante inviò a papa san Martino un decreto, il cosiddetto “Typos”, redatto dal patriarca eretico Paolo II. Papa Martino rispose: “Respingo la dottrina eretica. Non mi allontanerò dal Vangelo, né dall’insegnamento apostolico, né dalla tradizione dei Padri della Chiesa, anche a costo della vita”. Su consiglio di san Massimo, convocò un concilio locale a Roma, nel quale l’eresia fu condannata. Papa san Martino fu deportato, imprigionato e condannato a morte. Sebbene in seguito la sentenza fosse stata commutata, morì a causa delle privazioni subite in carcere nel 655.
San Massimo fu esortato ad abbracciare la nuova dottrina. Egli rispose: “No, perché i rappresentanti di questa Chiesa, rifiutando le conclusioni dei quattro concili generali, si sono autoesclusi dalla Chiesa. Così persero la loro autorità e il loro sacerdozio, come dichiarato al concilio di Roma. Allora chiedo: Quali sacramenti possono amministrare? O quale spirito discende su coloro che ordinano?”.
La dichiarazione eretica Fiducia supplicans abroga, in sostanza, il Decalogo e il Credo. Contraddice non solo le conclusioni dei quattro concili generali, ma anche il Vangelo e l’intera tradizione ecclesiastica. Di conseguenza, è anche vero che coloro che accettano questa dottrina eretica si sono già autoesclusi dalla Chiesa. Qual è la soluzione oggi? Che almeno un piccolo gruppo di cardinali o vescovi veramente cattolici – successori degli apostoli – dichiari chiaramente che papa Francesco è un eretico pubblico che si è autoescluso dalla Chiesa. Chiunque voglia salvarsi deve separarsi dalle sue eresie e dallo spirito di eresia, e considerarlo un eretico pubblico.
San Massimo disse: “So dalle Sacre Scritture che lo Spirito Santo lancia l’anatema persino sugli angeli se predicassero un vangelo diverso (Gal 1,8)”. Separarsi da coloro che si sono già separati da Cristo non è affatto uno scisma.
I vescovi e i sacerdoti che aderiscono all’eretica Fiducia supplicans amministrano invalidamente i santi sacramenti.
La liturgia rende presente la morte di Cristo. La morte di Cristo vince il peccato. Fiducia supplicans, invece, benedice il peccato. Un vescovo o un sacerdote che benedice il peccato di sodomia è un apostata. Con questo spirito dell’Anticristo non può più celebrare validamente la liturgia. La domanda di san Massimo, seguita dalla sua risposta, si applica alla situazione attuale: “Quali sacramenti possono amministrare ora coloro che approvano la benedizione della sodomia? Si sono autoesclusi dalla Chiesa. Così hanno perso la loro autorità e il loro sacerdozio”.
I cattolici si chiedono se un prelato che sia un eretico manifesto, cioè uno che abbia accettato la dichiarazione eretica Fiducia supplicans, amministri validamente i sacramenti. Tale prelato, abusando dell’autorità apostolica, sta trasformando la propria diocesi in una nuova anti-Chiesa, con nuovi paradigmi e un anti-vangelo sodomitico. Questo eretico manifesto, secondo Gal 1, 8-9, si è autoescluso dalla Chiesa. Non è più membro della Chiesa e, con la sua apostasia, ha sostituito lo Spirito di Cristo con lo spirito dell’Anticristo. Con questo spirito, la consacrazione nella Santa Messa non ha luogo. Allo stesso modo, se conferisse l’ordinazione diaconale o sacerdotale, tale ordinazione non avrebbe luogo. Qui non si tratta del fatto che la persona in questione abbia commesso una sola volta un peccato grave, ma del fatto che persista ostinatamente sulla via dell’apostasia, cioè che si allontani dalla Chiesa non solo esternamente, ma anche interiormente. Diverso è il caso di un sacerdote che si trovi in stato di peccato grave ma non in apostasia; tale vescovo o sacerdote celebra validamente la liturgia, anche se “mangia e beve la sua propria condanna” (cfr. 1 Cor 11, 29).
Per quanto riguarda i sacramenti, il principio fondamentale è che, senza lo Spirito Santo, i sacramenti non hanno alcun effetto.
Ci troviamo in una situazione straordinaria. Il 18 dicembre 2023, lo pseudo-papa Bergoglio ha pubblicato la dichiarazione dottrinale Fiducia supplicans, nella quale approva il peccato della sodomia che grida al cielo e introduce la sua benedizione. Si tratta di una ribellione pubblica contro Dio. I comandamenti di Dio vengono messi da parte, e chi accetta l’anti-vangelo sodomitico si scomunica da sé dalla Chiesa di Cristo (cfr. Gal 1, 8-9).
La domanda continua a sorgere: papa Francesco era un eretico manifesto, oppure no? Tutto indica che lo fosse.
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